Europa in ascensore

GIRO D’EUROPA IN ASCENSORE: DA MANCHESTER “LA CITTÀ CHE NON DORME MAI” A ROMA “CAPITALE DELLA DOMENICA MATTINA”,
ECCO LE 12 ABITUDINI CHE SVELANO LE “PERSONALITÀ” DELLE CITTÀ

La nuova analisi di KONE, basata su quasi 2 miliardi di viaggi in ascensore registrati in 18 città europee negli ultimi 15 mesi, rivela quanto siano diversi i ritmi di lavoro, riposo e tempo libero da una metropoli all’altra. Vienna si sveglia all’alba, Bruxelles lavora da remoto, Barcellona si concede pause pranzo di quattro ore: ma cosa succede nel Belpaese? La domenica mattina Roma si sveglia prima di tutte le altre metropoli del continente, mentre ad agosto Milano si svuota più di qualsiasi altra città europea, come dimostra il calo fino al 53% dell’utilizzo degli ascensori. “Anche in Italia i ritmi delle città stanno cambiando e con essi le esigenze degli edifici. Modernizzare significa anche adeguare gli spazi ai nuovi modi di viverli e utilizzarli, con interventi che oggi possono essere completati, in alcuni casi, anche in una sola settimana”, spiega Fabrizio Troiani, Direttore Modernizzazione di KONE Italy & Ibérica.

La Capitale si sveglia prima di tutti la domenica mentre il capoluogo lombardo si svuota più di qualsiasi altra metropoli europea ad agosto, ma Roma e Milano sono solo due esempi di una geografia urbana molto più ampia. Infatti, se a Manchester oltre il 4% degli spostamenti in ascensore avviene tra mezzanotte e le quattro del mattino, a Barcellona la pausa pranzo raggiunge il suo picco alle 14:00 e resta intensa per gran parte del pomeriggio, mentre a Londra quasi un viaggio su cinque negli ascensori degli uffici si svolge fuori dall’orario lavorativo tradizionale. Piccoli segnali che, osservati nel loro insieme, raccontano qualcosa di più grande: il modo in cui viviamo le nostre città. Per capire come stanno cambiando queste abitudini KONE, leader mondiale nel settore degli ascensori e delle scale mobili, ha analizzato circa 1,96 miliardi di viaggi in ascensore, registrati tra giugno 2025 e agosto 2026 in edifici residenziali e ad uso ufficio di ben 18 città europee. Dall’analisi di questi movimenti emerge una vera e propria fotografia dei comportamenti urbani che mostra quanto le città europee seguano ormai ritmi diversi e abbiano ciascuna una sua “personalità”. Il risultato è una mappa fatta di città mattiniere e città notturne, di capitali del lavoro da remoto e delle lunghe pause pranzo, di metropoli che rallentano d’estate e di altre che sembrano non fermarsi mai.

Dietro a questa ricerca, però, non c’è soltanto una curiosità statistica poiché i dati evidenziano chiaramente che gli edifici vengono utilizzati in modi sempre più lontani tra loro a seconda di luoghi, stagioni e stili di vita. “Osservando miliardi di spostamenti quotidiani emerge un ritratto sorprendentemente preciso delle nostre città” commenta Fabrizio Troiani Direttore Modernizzazione di KONE Italy & Ibérica. “Alcune iniziano la giornata all’alba altre si animano soprattutto la sera altre ancora cambiano completamente ritmo durante l’estate. Gli ascensori connessi ci permettono oggi non solo di monitorare il funzionamento degli impianti ma anche di comprendere meglio come vengono utilizzati gli edifici e come evolvono le esigenze di chi li vive ogni giorno. Queste informazioni rappresentano uno strumento prezioso per pianificare interventi che aiutino gli edifici a rimanere efficienti accessibili e confortevoli nel tempo” spiega Troiani.

Entrando più nel dettaglio, tra le 18 città analizzate dalla multinazionale finlandese figurano, appunto, anche Roma e Milano, due metropoli che, pur rappresentando entrambe il cuore economico e culturale del Belpaese, raccontano modi molto diversi di vivere e scandire il tempo urbano.

In particolare, Roma si distingue come “Europe’s Sunday Starter”, la città che si attiva prima delle altre la domenica mattina: quasi il 12% dei viaggi domenicali in ascensore avviene prima delle 10:00 e nessun’altra metropoli raggiunge così rapidamente il 25% della propria attività domenicale complessiva. Ma la Capitale non è soltanto la più mattiniera nel fine settimana: l’analisi evidenzia una forte vitalità anche al di fuori dei tradizionali ritmi lavorativi, con livelli di movimento che la avvicinano ad alcune delle città europee più dinamiche durante il weekend. Un risultato che riflette il peso del turismo, delle attività culturali e della vita sociale che animano Roma lungo tutto l’arco della settimana. Milano, invece, incarna l’“August Exodus” europeo: ad agosto l’utilizzo degli ascensori cala fino al 53% rispetto ai livelli abituali, segnando la flessione stagionale più marcata tra le città analizzate. Per gran parte dell’anno, però, il capoluogo lombardo mostra un volto completamente diverso: gli edifici registrano livelli elevati di utilizzo anche oltre il tradizionale orario d’ufficio, mentre nei quartieri direzionali e commerciali gli spostamenti raggiungono una forte intensità. Milano si conferma così una delle metropoli europee in cui si concentrano maggiormente attività lavorativa, incontri professionali e mobilità quotidiana, coerentemente con il suo ruolo di principale centro economico e finanziario italiano. Una città che per gran parte dell’anno accelera, per poi rallentare bruscamente con l’arrivo del tradizionale esodo estivo.

Osservate insieme, Roma e Milano raccontano due anime complementari del Paese: da un lato una città che vive intensamente il tempo libero, il turismo e il fine settimana, dall'altro una metropoli che scandisce il ritmo del lavoro, degli affari e della vita economica nazionale.

Ma quali sono le 12 abitudini, emerse dallo studio di KONE, che rivelano le “personalità” delle città europee?

1.        Nottambulismo estremo: Manchester, la “Europe’s After-Hours City”, vede oltre il 4% dei viaggi in ascensore avvenire tra mezzanotte e le 4:00, il doppio della media europea.

2.        Giornata lavorativa senza fine: Londra, la “Out-of-Hours Office Capital”, registra il 17% dei viaggi negli ascensori degli uffici fuori dall’orario standard, record in Europa.

3.        Pausa pranzo, due modelli opposti: Lussemburgo, la “Lunch Break Capital”, vede l’attività salire del 43% a pranzo; a Barcellona, la “Long Lunch Capital”, il picco delle 14:00 dura quattro ore.

4.        Risveglio agli antipodi: Vienna, la “Earliest Starter”, è la più mattiniera d’Europa (picco 5:00-8:00); Amsterdam, la “Latest Morning”, la più tardiva (media 9:09).

5.        Domenica agli antipodi: Oslo, la “Sunday Slowdown Capital”, conta solo il 7,2% dei viaggi prima delle 10:00; Roma, la “Sunday Starter”, arriva quasi al 12%.

6.        La casa come ufficio: Bruxelles, la “Home Office City”, vede il 40% degli spostamenti residenziali feriali avvenire tra le 10:00 e le 16:00.

7.        Le grandi fughe estive: Milano, la “August Exodus”, scende al 47% dell’attività normale ad agosto (-53%); anche Stoccolma, la “July Getaway City”, parte in anticipo, con un calo di quasi un terzo a luglio.

8.        Le serate fuori orario: a Parigi, la “Thursday Night Out”, giovedì e venerdì si equivalgono; ad Amburgo, la “Saturday Night Out”, il sabato sera batte il venerdì (+21%).

9.        Il ritmo più “nella media”: Monaco, la “Continental Average”, è la città più vicina alla media europea; Francoforte, la “Seasonally Stable City”, la più stabile nell’arco dell’anno.

10.   Weekend a ufficio spento: Madrid, la “Weekend Switch-Off”, registra solo il 2,4% dei viaggi negli ascensori degli uffici nel weekend, il valore più basso d’Europa.

11.   Il rientro d’agosto: Helsinki, la “August Return”, dopo le ferie di luglio è più attiva della media annuale, con un calo estivo di appena il 6%.

12.   Il vero 9-18 europeo: Copenaghen, la “Nine-to-Five Capital”, registra i picchi di pendolarismo mattutino e serale più marcati tra tutte le città analizzate.

Il quadro che emerge dalla ricerca è chiaro: le città europee seguono ritmi diversi, ma condividono una sfida comune sul fronte delle infrastrutture che però non è solo tecnica. “Molti edifici sono stati progettati per modelli di lavoro e di vita molto diversi da quelli attuali” spiega Troiani. “Ma intervenire sulle strutture esistenti significa anche confrontarsi con un’esigenza sempre più importante: preservare la continuità della vita urbana. Se persone, uffici e città seguono ritmi sempre più dinamici, anche gli interventi di ammodernamento devono adattarsi a questa realtà. Oggi l’obiettivo non è soltanto modernizzare gli edifici, ma farlo con il minor impatto possibile sulla vita quotidiana di chi li utilizza. È una necessità che sta spingendo verso soluzioni sempre più rapide e meno invasive e che, in alcuni casi, permette di completare l’aggiornamento di componenti essenziali dell’ascensore in una settimana” conclude.

Una trasformazione particolarmente significativa se si considera che tra l’85% e il 95% degli edifici esistenti oggi in Europa continuerà a essere in uso anche nel 2050. E se le persone utilizzano gli edifici in modi sempre più diversi, anche il patrimonio immobiliare dovrà evolvere per accompagnare queste nuove abitudini e continuare a rispondere alle esigenze delle città del futuro.